loading . . . Lo ripeto spesso in questo blog, o quando mi capita di parlare in pubblico. Lo ripeto perché fa bene ricordarselo, per non perdere la meraviglia: viviamo in tempi interessanti per l’astronomia, molto più interessanti di qualsiasi altra epoca. Dobbiamo esserne contenti: solo a starci attenti, ogni giorno _accade qualcosa_. Ogni giorno arriva una nuova scoperta, non c’è ormai più niente di statico. Mai il cielo delle _stelle fisse_ è stato più mutevole e cangiante rispetto a quello di oggi.
Possiamo capirlo anche passando rapidamente in rassegna le acquisizioni principali dell’anno che si sta concludendo, per esempio. Operazione non troppo originale, lo concedo1, epperò ugualmente significativa, come spero concorderete leggendo. Ogni persona infatti fa i suoi bilanci di fine anno (d’accordo, a volte meglio evitarli…), ogni persona ha un punto di osservazione differente anche sul mondo. E nessun bilancio è uguale, nessun bilancio è mai _definitivo_.
## Sistema solare e oggetti vicini
Prima cosa, il conteggio dei _Near Earth Asteroids (NEO)_ , gli asteroidi vicini alla Terra, ha superato la soglia dei 40.000. Un banzo in avanti niente male, rispetto ai 30.000 del 2022. Ne sappiamo molto più di prima, insomma, di tutti i sassi che ci girano intorno e monitoriamo sempre più attivamente quelli potenzialmente “pericolosi”. In Italia in particolare esiste da un po’ di tempo il progetto Sorvegliati Spaziali dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, al quale sono onorato di collaborare, che – tramite il sito stesso e le sue presenze nei _social_ – fornisce una eccellente opera di divulgazione in questo settore (a proposito, è appena stato inaugurato un comodo servizio di newsletter, potete iscrivervi andando sul sito).
Venendo ai singoli oggetti, alquanto interessante la natura dell’asteroide 2025PN7, scoperto in agosto, che ha assunto una orbita “quasi satellitare” rispetto al nostro pianeta. Interessante non tanto per la scoperta, direi: in realtà la Terra ha già diversi “quasi satelliti” noti, ovvero (per essere pedanti) 164207 Cardea, 469219 Kamo‘oalewa, (277810) 2006 FV35, 2013 LX28, 2014 OL339 e 2023 FW13. L’interesse per me deriva dal fatto che l’astrofisico **Avi Loeb** ha ipotizzato per questo asteroide un’origine tutt’altro che _cosmica_. Tale supposto asteroide sarebbe infatti, secondo i calcoli di Loeb, niente altro che la sonda sovietica Zond 1, che fu inviata nel lontano 1964 a studiare Venere, ma poi scomparve inghiottita nello spazio, mancando l’obiettivo – secondo gli esperti – di circa centomila chilometri (d’accordo, non si può riuscire in tutto, poi erano gli anni Sessanta, ricordiamocelo: tanta buona musica, ma l’avventura spaziale era ancora acerba).
Sull’ipotesi specifica non commento, perché non avrei nemmeno gli strumenti per verificare i calcoli di Loeb. E poi nessuna idea (ok, quasi nessuna: escluderei _terre piatte_ e robe simili) deve essere scartata a priori, senza prendersi il tempo e la fatica della necessaria verifica. Però ricorda molto – anche ad un quasi analfabeta di fantascienza come me – la faccenda della V’ger, con la gradita differenza che 2025PN7 non ha (mi pare di capire) l’obiettivo dichiarato di distruggere il nostro pianeta.
## Missioni spaziali e telescopi volanti
Anche in questo campo si registrano diversi aggiornamenti interessanti. Intanto, **SPHEREx** ,lanciato da SpaceX il 11 marzo 2025, ha trasmesso le prime immagini a fine marzo. Questo telescopio a infrarossi sta creando la prima mappa spettroscopica completa del cielo in un centinaio di bande (poco più, poco meno, a seconda di dove cercate l’informazione), scansionando oltre 450 milioni di galassie e 100 milioni di stelle (e scusate se è poco) .
Il **Rubin Observatory** (ex LSST) ha iniziato l’operatività scientifica nel corso dell’anno. Con la sua gigantesca camera digitale, raccoglie immagini dell’intero cielo australe ogni pochi giorni, aprendo nuove incredibili possibilità alla _time‑domain astronomy_ (l’astronomia delle cose che cambiano rapidamente, in pratica) e alla scoperta – appunto – di transienti e asteroidi.
A febbraio, il **telescopio Euclid** ha catturato l’immagine di un fantastico anello di Einstein intorno alla galassia NGC 6505, immagine che potete ammirare qui sotto. Il telescopio, orbitante ad un milione e mezzo di chilometri sopra le nostre teste, ha già individuato milioni di galassie e sta preparando un catalogo di oltre 26 milioni di oggetti.
L’anello di Einstein scoperto da Euclid. Crediti: ESA/NASA
Il **James Webb Space Telescope** , dal canto suo, ha continuato a fornire scoperte pionieristiche e imbarazzanti: individuazione di galassie mature nell’universo primordiale (cosa che dà diversi grattacapiai teorici della formazione galattica), caratterizzazione atmosferica di esopianeti esotici (inclusoil curioso PSR J2322‑2650 b di cui parlo qui sotto), osservazioni di buchi neri supermassicci ai primi tempi cosmici e supernove remote.
Il 2025 segnala, inoltre, almeno un pensionamento “illustre”. A marzo infatti la sonda Gaia è stata completamente disattivata, dopo circa dodici anni di onorato servizio. Gaia ha realizzato un catalogo – che comprende posizione, velocità, colori – di quasi due miliardi di stelle della nostra Via Lattea (insieme a quasar, altre galassie ed oggetti del Sistema Solare) che veramente non ha precedenti, la cui edizione definitiva non è ancora stata rilasciata (sarà la quinta versione, ora stiamo aspettando la quarta) e darà materia di indagine per gli astronomi, verosimilmente, per alcuni decenni. Per la nostra conoscenza della formazione ed evoluzione della Via Lattea, la sonda è veramente uno spartiacque. Del mio personale coinvolgimento con Gaia – iniziato ancor prima che partisse – ho scritto in questa sede, qualche tempo fa.
## Esopianeti e robe simili
Consideriamo pure che agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, gli esopianeti conosciuti erano ancora _zero_. Il primo infatti risale al 1995. Oggi ne listiamo _migliaia_. Mentre scrivo, il catalogo dice 6199 (filtrando quelli scoperti nel 2025, siamo a ben 278). Qualche caso particolarmente esotico, qui di seguito.
* **PSR J2322‑2650 b** , exoplaneta in orbita attorno ad una pulsar con periodo rotazionale di qualche millisecondo, è un gigante gassoso (la cui massa è simile a Giove) con un’atmosfera composta da elio e carbonio, priva di ossigeno e azoto. Allungato come un limone a causa delle forze di marea, la sua peculiare atmosfera potrebbe produrre piogge di diamante: evocative a pensarci, probabilmente non molto gradevoli a subirle…
* **Esopianeti binari** stile Tatooine: nel 2025 sono stati confermati sistemi circumbinari sorprendenti come 2M1510(AB)b (pianeta che orbita intorno a due nane brune) e tre di tipo terrestre, intorno al sistema binarioTOI‑2267.
* **K2‑18b** , precedentemente al centro di discussioni sui possibili segni di presenza di vita (i famosi _biomarcatori_), ci ha fornito nuovi dati atmosferici grazie al James Webb, ma le interpretazioni rimangono ancora controverse.
## Comete interstellari e cose nuove
**3I/ATLAS** , la cometa interstellare di passaggio dentro Sistema Solare, è stata osservata e persino fotografata dai rover a spasso su Marte, aggiungendo un terzo prezioso oggetto dopo **‘Oumuamua** e **Borisov**. Il già citato Lueb non ha mancato di indicare la possibile origine artificiale di tale oggetto, stavolta attribuendolo ad una civiltà estraterrestre (se mi posso permettere, era più divertente l’idea di un oggetto lanciato dalla Terra che tornava al mittente, con o senza cattive intenzioni).
Tra le _cose nuove_ sicuramente è da citare la scoperta di Quipu, una delle più grandi strutture cosmiche mai osservate fino ad oggi, con una estensione stimata di circa 1,37 miliardi di anni luce (tredicimila volte il diametro della Via Lattea, per intenderci). Che l’universo mostri una organizzazione complessa sia a piccole che a grandi scale è essa stessa una sorpresa, e sorprendentemente le cose più grandi a volte – proprio per la loro smisurata estensione – sono le più difficili da scoprire.
## Energia oscura, cosa farà da grande
Dati spettroscopici su milioni di galassie, ottenuti con il programma Desi, suggeriscono che l’energia oscura potrebbe non essere una costante cosmologica, ma qualcosa (ancora, non si sa cosa) variabile nel tempo. Questo ovviamente cambia profondamente le carte in tavola quando si va a ragionare sul destino ultimo dell’universo (e non potrebbe essere che così, visto che l’energia oscura è circa i ¾ di tutto ciò che esiste, secondo le teorie). Anzi, scombina proprio il mazzo. Nota personale, rimango ancora più ammirato del mio piccolo e prezioso _Oxford Dictionary of Cosmology_ edito nel lontano 2009, quando sotto la voce _future of the universe_ , dopo aver citato – tanto per mettere le mani avanti – il grande fisico **Neils Bohr** (“le previsioni sono sempre difficili, specialmente per il futuro”) saggiamente avvisava che (trraduzione mia)
> Fino a quando le proprietà dell’energia oscura non saranno definitivamente chiarite, sono possibili solamente congetture. Fino ad allora, l’evoluzione ancora sconosciuta dell’energia oscura ha la possibilità di far saltare ogni nostra previsione sul futuro dell’universo.
## Onde gravitazionali
Al marzo 2025, la rete LIGO‑Virgo‑KAGRA ha annunciato almeno 200 rilevazioni di candidati durante la serie di osservazioni denominata “O4”, arricchendo notevolmente il catalogo di fusioni rilevate tra buchi neri e stelle di neutroni. Se ricordiamo che le onde gravitazionali, che Einstein pensava non si sarebbero mai potute rilevare (e lo capisco, vista l’esiguità del segnale che arriva a Terra), sono state rilevate la prima volta appena una decina di anni fa, possiamo solo meravigliarci di come questa nuova _finestra osservativa_ ci abbia spalancato veramente un _altro_ modo di leggere il cosmo, captando segnali da accadimenti violenti e lontanissimi.
## Tutto il resto
Quel che rimane fuori da questo breve resoconto (anche se come post è _lunghetto_ , complimenti se siete ancora qui) è _tantissimo_. Soprattutto è la passione di tante ricercatrici e ricercatori, di ogni età, di ogni classe sociale, nazionalità, credo religioso, che ogni giorno (ogni notte, per chi osserva in banda ottica) si mettono al lavoro per aggiungere tassellini nuovi al grande arazzo cosmico in costruzione, che pare piuttosto un frattale, nel senso che più si approfondisce più vengono fuori nuovi particolari, con un rilancio di complessità che io penso non avrà mai fine e ci terrà _fino in fondo_ impegnati in questa bell’avventura di conoscere il cielo. E nella altrettanto bella – per alcuni, perfino _di più_ – avventura di _raccotarlo_ , che può diventare quasi una missione di vita.
Lo scrivo, lo ammetto, pensando ora anche a me stesso. Ma non certo per un protagonismo. Ve ne sono tantissime di persone che fanno questo, in molti modi molto più brave di me: alcune ho il privilegio di conoscerle, di imparare da loro. Poi non conta più la bravura, non conta solo quella. Conta il _dire di sì_ a qualcosa che può presentarsi come una vera vocazione. _Il cosmo è fatto di storie non di atomi_ diceva la poetessa **Muriel Rukeyser** (e solo per questo io le darei una laurea in astronomia anche _post mortem_ , perché aveva realmente capito la stoffa dell’universo, ancor prima di **Carlo Rovelli** e del suo accento sulla _relazione_ come ente fondamentale), e le storie non hanno senso se non sono _raccontate_. La frase è il motto del Gruppo Storie dell’Istituto Nazionale si Astrofisica: proprio uno di quegli ambienti dove-anche quest’anno – ho la fortunata possibilità di imparare molto. Anche dimorando nella redazione diEdu INAF (e scrivendo la mia rubrica) imparo e cresco.
Che è sempre bello, ma alla mia età, è veramente una cosa meravigliosa.
## Da leggere
Di libri usciti nel 2025 che meritano di essere letti ve ne sono _a pacchi_. Date un’occhiata per esempio alle prime righe della pagina recensioni di Media INAF. Qui mi permetto di proporne solo un paio, che sono capitati sotto i miei occhi.
Il primo è _Il lato curvo dell’universo_ (Bompiani), di **Kip Thorne** e **Lia Halloran** , che ho recensito proprio per Media INAF. Nella recensione trovate i motivi per cui – dopo un iniziale momento di diffidenza – mi sono realmente entusiasmato, nella lettura. Chiudendo il testo capirete che si può fare poesia con le onde gravitazionali e gli strumenti per misurarle (e che la vista può godere di una immersione in stupente tevole colorate).
L’altro lo sto leggendo in questi giorni ma già ve lo voglio consigliare. E’ quello del già citato **Carlo Rovelli** , _Sull’eguaglianza di tutte le cose. Lezioni americane_ (Adelphi). Rovelli ha il pregio – purtroppo raro su questo pianeta, in questa epoca – di non essere _politicamente corretto_ e dice sempre ad alta voce quello che pensa, soprattutto riparte dal mondo fisico per sviluppare considerazioni filosofiche di ampia portata . Sulle quali si può ovviamente dissentire, ma che mettono in moto il ragionamento e soprattutto mostrano come la fisica moderna sia una vera _scuola di pensiero_ , che sfida costantemente le nostre certezze più sedimentate. Consueto per Rovelli – ma sempre spiazzante per chi legge – muoversi su due binari, spazzando via tonnellate di considerazioni editoriali di _bassa orbita_ sul “livello” a cui deve adeguarsi il testo: l’esposizione infatti è molto scorrevole e praticamente depurata da equazioni matematiche, tuttavia le estese note a piè di pagina possono anche essere molto tecniche, oltreché arricchite da riferimenti a diversi articoli specialistici.
Insomma due testi _particolari_ , che escono coraggiosamente dalle convenzioni ormai stantìe di come un libro divulgativo “debba” essere prodotto. E per questo, credo, _vincono_.
Poi, se volete, c’è sempre E tu Luna (Amazon), scritto da me in collaborazione con il poeta Claudio Damiani. Testo che non posso tecnicamente “consigliare” per ovvi motivi di conflitto di interesse, ma credo mi sia comunque lecito il rimandarvi al racconto della sua realizzazione. Un testo – oso dire – anche questo _particolare_ , per conoscere il nostro unico satellite naturale, con informazioni scientifiche accessibili ed aggiornate e con un’apertura alla poesia, alla musica, al cinema. Con una magnifica prefazione di **Elisa Nichelli** (questo posso dirlo, perché non parlo di me), e con alcune speciali elaborazioni fotografiche, realizzate da valenti ricercatori dell’Osservatorio Astronomico di Roma.
## Continua…
La storia continua nel 2026 e ovviamente oltre, ma non in modo automatico. Dipende da noi. Le storie vanno raccontate ma vanno innanzitutto _ascoltate_ , altrimenti il racconto è inutile. L’ascolto è _preventivo_ perché un cielo stellato, guardato ad occhio nudo, racconta già tantissimo, senza bisogno di nessun astronomo (men che mai, erudito). E connette il nostro cuore al cosmo, che è tra le cose più belle che possono avvenire (proprio per questo, va difeso). Ed è anche la ragione per cui si studia e si racconta, questo incredibile universo.
Se non perdiamo la curiosità, vedremo (ancora) meraviglie. Auguri!
* * *
1. in rete vi sono moltissimi articoli che trattano dell’astronomia nel 2025, in più chiedendo all’Intelligenza Artificiale (come io stesso ho fatto, come pure per realizzare l’immagine di copertina, del resto) si ottiene un resoconto piuttosto interessante, anche se un po’ schematico e certo più asettico di questo in cui vi siete appena imbattuti. Qui, prendo spunto da varie fonti ma compilo una lista alquanto personale e sicuramente non troppo equilibrata, facendomi guidare dai miei interessi, da cià che più mi coinvolge e mi emoziona.↩︎
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